Uova dei parrocchetti ondulati - deposizione e cova

Un piccolo parrocchetto ondulato, forse pronto a deporre le uova, con piume bianche e morbide su sfondo nero.

Scritto da

Piersilvio Giordano

Pubblicato il

9 ott 2026

Indice

Quando una coppia di parrocchetti ondulati depone le uova, le prime ore sono importanti: bisogna capire quante uova aspettarsi, come controllare il nido e quale alimentazione offrire alla femmina. In questa guida spiego cosa succede durante la deposizione, quanto dura la cova, come riconoscere i segnali normali e quando serve l’intervento di un veterinario esperto in uccelli.

I dati essenziali sulla deposizione dei parrocchetti ondulati

  • Una covata comprende di solito 4-6 uova, deposte a circa 48 ore di distanza.
  • L’incubazione dura mediamente 18-21 giorni, con schiuse non sempre simultanee.
  • La femmina ha bisogno di calcio, acqua fresca e una dieta varia per sostenere la produzione delle uova.
  • Il nido deve restare tranquillo, asciutto e pulito, senza controlli continui.
  • Una femmina gonfia, debole o intenta a spingere senza deporre può avere una ritenzione dell’uovo, un’urgenza veterinaria.

Quante uova depone e in quale ordine

La femmina depone generalmente un uovo ogni due giorni, anche se l’intervallo può variare. Una covata normale contiene circa 4-6 uova, ma non è insolito osservare covate più piccole o leggermente più numerose, soprattutto nelle femmine giovani.

La deposizione può iniziare alcuni giorni dopo l’accoppiamento e proseguire mentre la femmina trascorre sempre più tempo nel nido. Un uovo può essere fecondato soltanto se è avvenuto l’accoppiamento con un maschio fertile; in caso contrario, la femmina può comunque deporre, ma le uova resteranno sterili.

Fase Cosa osservare
Prima deposizione La femmina visita spesso il nido, appare più concentrata e può avere l’addome leggermente più pieno.
Tra un uovo e l’altro L’intervallo più comune è di circa 48 ore, ma non è sempre identico.
Inizio della cova La femmina può iniziare a covare dal primo uovo oppure in modo più costante dopo il secondo o il terzo.
Schiusa I pulcini possono nascere in giorni diversi, perché anche le uova sono state deposte in momenti diversi.

Non consiglio di spostare le uova per cercare di uniformare la schiusa. La differenza di età tra i pulcini è fisiologica, mentre manipolare il nido senza necessità può aumentare lo stress e favorire l’abbandono della covata.

Come preparare nido e ambiente durante la deposizione

Il nido deve essere stabile, ben fissato e collocato in una zona con poco rumore e poche correnti d’aria. Per il parrocchetto ondulato si usa normalmente una cassetta in legno con foro d’ingresso adeguato e fondo concavo, utile a mantenere le uova raccolte.

In genere non serve riempire il nido con cotone, paglia o segatura profumata. La femmina depone spesso direttamente sul legno; materiali filacciosi possono avvolgersi alle zampe dei pulcini o trattenere umidità e sporco.

Controllare senza disturbare

Durante la cova preferisco controlli brevi e discreti, una volta al giorno o anche meno se la coppia è inesperta. Si può verificare rapidamente che le uova siano integre e che il nido sia asciutto, ma è meglio evitare di prendere la femmina o illuminare continuamente le uova.

La gabbia dovrebbe offrire spazio sufficiente per permettere al maschio di muoversi e nutrire la compagna. Acqua pulita ogni giorno, posatoi sicuri e una temperatura stabile contano più di qualsiasi accessorio decorativo.

L’alimentazione che sostiene femmina e pulcini

La produzione del guscio richiede soprattutto calcio, ma non basta aggiungere un singolo integratore a una dieta povera. Durante la riproduzione offro una base alimentare completa, verdure ben lavate, acqua fresca e una fonte di calcio come osso di seppia o prodotto specifico indicato dal veterinario.

Una dieta composta soltanto da semi può diventare insufficiente, soprattutto se la femmina depone più uova. Il calcio è importante per il guscio, mentre proteine, vitamine e minerali sostengono il recupero della madre e la crescita dei piccoli.

  • Osso di seppia sempre disponibile, se accettato dalla femmina.
  • Verdure adatte agli uccelli, proposte fresche e rimosse prima che marciscano.
  • Un alimento formulato per parrocchetti o un pastoncino da riproduzione, secondo le indicazioni del veterinario.
  • Acqua cambiata quotidianamente, con ciotole lavate e non soltanto risciacquate.

Evito invece di aggiungere calcio o vitamine a caso. Un eccesso può essere dannoso e, soprattutto, non risolve una carenza generale della dieta. Se la femmina appare dimagrita, stanca o produce uova dal guscio anomalo, serve un parere professionale.

Quanto dura la cova e come capire se procede bene

L’incubazione dura mediamente 18-21 giorni. Il conteggio non è sempre semplice, perché la femmina può iniziare a covare in modo regolare dopo la deposizione del primo uovo e la schiusa avviene quindi in tempi diversi.

Durante la cova è normale che il maschio alimenti la femmina rigurgitando il cibo. La femmina può uscire brevemente dal nido per bere, defecare e mangiare, poi rientrare. Non deve però restare costantemente fuori né mostrare un peggioramento evidente delle condizioni fisiche.

Controllare la fertilità senza esagerare

La speratura, cioè l’osservazione dell’uovo controluce, può mostrare lo sviluppo dei vasi sanguigni dopo alcuni giorni di incubazione. È una pratica delicata e non indispensabile per chi alleva in casa: una torcia troppo calda, manipolazioni frequenti o uova lasciate fuori dal nido troppo a lungo possono creare problemi.

Se dopo il periodo atteso non nasce nulla, non rimuovo subito le uova. Aspetto qualche giorno, perché la durata può cambiare da un uovo all’altro. Solo quando è chiaro che la covata è terminata e la femmina ha perso interesse si può valutare la rimozione, preferibilmente con il consiglio di un veterinario o di un allevatore esperto.

Quando la deposizione diventa un problema

Il rischio più urgente è la ritenzione dell’uovo, cioè l’impossibilità di espellere un uovo. I segnali possono includere permanenza sul fondo della gabbia, piume gonfie, respirazione faticosa, addome teso, debolezza, difficoltà a stare sul posatoio e spinte ripetute senza risultato.

In presenza di questi sintomi non bisogna massaggiare l’addome, somministrare farmaci domestici o tentare di estrarre l’uovo. La femmina va mantenuta al caldo e portata rapidamente da un veterinario esperto in animali esotici o avicoli.

Leggi anche: Uova di Calopsite - Si possono toccare? Guida pratica

Uova rotte, abbandonate o non fecondate

Un uovo rotto va rimosso con attenzione se presenta perdite, cattivo odore o rischio di contaminare il nido. Se invece la femmina abbandona la covata, osservo prima la situazione per alcune ore: disturbi, rumori, inesperienza, malattia o incompatibilità della coppia possono spiegare il comportamento.

Le uova non fecondate non sono una colpa e non indicano necessariamente un problema di salute. Il punto importante è evitare che la femmina venga stimolata a deporre continuamente. Giornate troppo lunghe, nido lasciato sempre disponibile e alimentazione molto ricca possono favorire deposizioni ripetute e debilitanti.

La gestione dei pulcini dopo la schiusa

Nei primi giorni i pulcini dipendono completamente dai genitori. La femmina li alimenta con il cosiddetto latte del gozzo, una secrezione nutritiva prodotta nel tratto digestivo, mentre il maschio spesso continua a nutrire la femmina e, in seguito, partecipa all’alimentazione della nidiata.

Non consiglio di allevare a mano i piccoli per semplice curiosità. L’imbecco artificiale richiede formula corretta, temperatura precisa, igiene rigorosa e una tecnica che, se sbagliata, può causare aspirazione o ustioni al gozzo. Se un pulcino è freddo, isolato o non riceve cibo, è necessario chiedere aiuto rapidamente.

Quando i giovani iniziano a uscire dal nido, bisogna controllare che i posatoi siano bassi e sicuri e che possano raggiungere facilmente cibo e acqua. Prima di separare i piccoli dai genitori, aspetto lo svezzamento completo e verifico che mangino autonomamente.

Una covata sana nasce dalla prudenza quotidiana

La deposizione delle uova è un processo naturale, ma in cattività richiede responsabilità. Calma, alimentazione equilibrata, igiene e osservazione fanno più differenza di controlli continui o interventi improvvisati.

Il mio criterio è semplice: lascio ai genitori il maggior spazio possibile, intervengo solo davanti a segnali concreti e programmo sempre un periodo di recupero dopo la nidiata. Se la femmina depone spesso, dimagrisce o appare affaticata, la riproduzione va sospesa e la situazione valutata con un veterinario, perché la salute della coppia viene prima del numero di pulcini ottenuti.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Una covata comprende generalmente 4-6 uova, deposte a circa 48 ore di distanza. La femmina può iniziare a covare dal primo uovo oppure in modo più costante dopo il secondo o il terzo, perciò la schiusa può avvenire in giorni diversi.

Il nido deve restare tranquillo, asciutto, stabile e lontano da rumori e correnti d’aria. Sono sufficienti controlli brevi e discreti una volta al giorno o anche meno, evitando di manipolare la femmina, spostare le uova o illuminarle continuamente.

La femmina ha bisogno di una dieta varia e completa, verdure ben lavate, acqua fresca cambiata ogni giorno e una fonte di calcio come l’osso di seppia o un prodotto indicato dal veterinario. Una dieta composta soltanto da semi può essere insufficiente; calcio e vitamine non vanno aggiunti a caso.

Permanenza sul fondo della gabbia, piume gonfie, respirazione faticosa, addome teso, debolezza, difficoltà a stare sul posatoio e spinte ripetute senza risultato possono indicare una ritenzione dell’uovo. È un’urgenza: non bisogna massaggiare l’addome né tentare di estrarre l’uovo, ma portare rapidamente la femmina da un veterinario esperto in animali esotici o avicoli.

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Piersilvio Giordano

Piersilvio Giordano

Mi chiamo Piersilvio Giordano e ho accumulato quattro anni di esperienza nella cura, addestramento e allevamento di pappagalli. La mia passione per questi splendidi uccelli è nata da un incontro casuale con un pappagallo in un negozio di animali, che mi ha subito affascinato con la sua vivacità e intelligenza. Da quel momento, ho dedicato il mio tempo a studiare le loro esigenze, comportamenti e tecniche di addestramento, con l'obiettivo di migliorare la loro qualità di vita e di favorire una relazione armoniosa tra i pappagalli e i loro proprietari. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate, semplificando argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Mi piace confrontare diverse fonti e tendenze nel campo, organizzando le conoscenze in modo chiaro e comprensibile. Spero di poter aiutare i lettori a comprendere meglio questi meravigliosi animali e a risolvere eventuali problematiche legate alla loro cura e addestramento.

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